
23/02/2009 - La crisi mondiale del sistema finanziario che attanaglia i diversi settori produttivi si riversa anche sul settore dei servizi, del turismo e del terziario.
Interviene sulla situazione Umberto Marin, segretario della Filcams Cgil (lavoratori e lavoratrici di commercio turismo, donne pulizie, studi professionali, agenti e rappresentanti, vigilanza privata, ecc) della provincia di Vicenza :
"nel terziario privato - afferma - a partire dal mese di novembre del 2008, la crisi ha cominciato ad interessare diverse ditte che hanno avviato processi di riorganizzazione produttiva attraverso l’uso di procedure di mobilità e di accordi di solidarietà, situazioni non nuove per il settore, ma che nei quindici anni precedenti si erano presentate in rare occasioni.
I mancati investimenti formativi pubblici nel terziario avanzato, le difficoltà delle aziende nell’investire in ricerca e qualità, e l’incapacità di creare sistema, propositivo e critico, aggravano la situazione vicentina nei nostri settori, rispetto ad un trend veneto.
La Cgil, insieme a noi, ha fatto bene a sostenere il Protocollo d’Intesa firmato con il Governo Prodi per l’estensione degli ammortizzatori sociali, questa nostra dichiarazione non intende essere polemica, ma solo un dato oggettivo. Oggi, molte Lavoratrici e Lavoratori avrebbero potuto essere maggiormente sostenuti nei diritti ed economicamente.
Queste le aziende vicentine maggiormente colpite:
Reds Diffusion Spa (abbigliamento), Conbipel e Bernardi (abbigliamento), ALS Italia (grandi macchine scavatrici), Gruppo Giovannini (vendita materiali edilizia)Adecco Spa (agenzia di lavoro interinale), Galvauto (auto), Sicav (pratiche finanziamento), Vimos Spa (import export pelli), Dal Porto Srl (magazzino distribuzione alimentare), PC City (Unieuro), Idros (impianti depurazione acqua), , Mario Di Maio (macchinari orafi), Profumerie Limoni, DEM (abbigliamento e cartolibreria), Bozzola Spa (arredobagno e rubinetterie),
"Si tratta prevalentemente di aziende del commercio sotto i cinquanta dipendenti che riflettono la crisi dei settori dell'industria del tessile, della concia, dell’auto, dell’edilizia e dei servizi, - afferma Marin - e non mancano alcune grandi aziende presenti in tutto il territorio nazionale".
"Nel settore alimentare - rileva il segretario Filcams - abbiamo un calo del 10% complessivo sul fatturato, le nuove assunzioni diventano sempre più rare ed al posto di coloro che escono dal mondo del lavoro (dimissioni e/o pensione) non viene assunto più nessuno; nel contempo, vengono ridotti gli orari contrattuali part-time!"
Nel settore del turismo, i lavoratori che si rivolgono alla Filcams lamentano che, a fronte di contratti part-time o a chiamata, in realtà, sono richieste prestazioni non regolari, ne consegue un aumento significativo del lavoro irregolare, e la diminuzione dei diritti e delle tutele.
Nelle ditte in appalto presso le aziende dell’industria in crisi, iniziano le prime richieste di cassa integrazione per i Lavoratori e le Lavoratrici impiegati nelle mense aziendali e nel settore delle pulizie, lì occupati.
"Siamo fortemente preoccupati per quanto riguarda il settore della ristorazione collettiva ed in particolare di quella scolastica - sottolinea il segretario della Filcams Cgil di Vicenza - anche perché, per effetto della riforma Gelmini che porta ad un taglio del rientro pomeridiano nelle scuole elementari e medie inferiori: si prevede un calo dal 40 al 70% sulla refezione scolastica! e tutto questo porterà a nuove espulsioni dal mondo del lavoro".
Umberto Marin aggiunge che, a questo scenario va aggiunto anche un incremento vertiginoso dei licenziamenti individuali per riduzione del personale nelle piccole aziende, che hanno portato ad una perdita di posti di lavoro a partire da novembre 2008 nella nostra provincia nei settori seguiti dalla Filcams Cgil per quasi un migliaio di persone.
Il segretario conclude: "Per i Lavoratori e le Lavoratrici di questi settori, commercio, turismo e servizi, pulizie e studi professionali, non esistono ammortizzatori sociali adeguati per le aziende al di sotto dei 50 dipendenti, per loro esiste al massimo l'indennità di disoccupazione ordinaria”.
“Il governo ha dimostrato di non avere idee su come affrontare il problema e l'approvazione della manovra anticrisi (ex decreto 185) - prosegue Marin - non ha portato alcun strumento positivo per i lavoratori coinvolti in queste situazioni di crisi, gli stanziamenti previsti risultano totalmente inadeguati, segno di voler dare una risposta non reale ma illusoria e i costi vengono scaricati tutti sui Lavoratori e sulle Lavoratrici!"
"Le risorse non risultano sufficienti - denuncia il segretario della FIlcams vicentina - né per l'allargamento della cassa integrazione in deroga, e nemmeno per l'utilizzo dell'indennità di disoccupazione ai fini della sospensione dell'attività lavorativa".
"Purtroppo - aggiunge Marin - la fascia più colpita dalla crisi è quella delle lavoratrici che sono presenti nei nostri settori quasi per il 70%; molte donne lavorano con contratti di lavoro part time a 15 ore settimanali e, una volta licenziate si vedono privare dell'unica forma di sostentamento che hanno; in generale, ma soprattutto nel settore degli studi professionali assistiamo a pesanti pressioni alle dimissioni delle Lavoratrici al rientro dalla maternità".
Altre volte alle Lavoratrici viene imposto il trasferimento presso altre sedi per riorganizzazione aziendale, questa è l’anticamera del licenziamento.
Infine Umberto Marin denuncia anche la sordità delle controparti: "Abbiamo richiesto più volte alla Confcommercio un tavolo per affrontare i problemi legati alla crisi e soprattutto quelli occupazionali, ma l'associazione di categoria per ora non si è attivata su nulla dimostrando una scarsa volontà politica, assecondando così le decisioni del Governo; si predica bene in Veneto e si investe sulla paura a Roma".