
1/05/2009 - Nei giorni scorsi, la Segreteria della FILCAMS Cgil di Vicenza, con mandato unanime, ha delegato il segretario Umberto Marin a siglare con le corrispondenti categorie di Cisl e Uil e la Confcommercio
un accordo che permette all'Ente Bilaterale dei Servizi e del Terziario
(EBST) di mettere in campo risorse per i lavoratori e le Lavoratrici
delle aziende in stato di crisi sospesi, con contratto di solidarietà
e/o licenziati per licenziamento collettivo .
"E' un accordo importante - sottolinea Umberto Marin - perché da una
parte l'Ente Bilaterale per la prima volta spende soldi veri per i
lavoratori. Si tratta di un accordo che noi di FILCAMS abbiamo cercato
di raggiungere da anni e finalmente abbiamo centrato l'obiettivo. Di
fronte alla crisi anche le parti datoriali (la Confcommercio in questo
caso) - prosegue il segretario Filcams - si sono rese conto che era
necessario arrivare a tale accordo!"
"Comunque si tratta di un obiettivo centrato, di una goccia nel
deserto, - spiega Marin - ma non sostituisce la vera battaglia per il
Welfare contro il Governo. Battaglia che la CGIL conferma per
riconoscere l'universalità degli ammortizzatori sociali anche nel
settore del commercio, dei servizi, del turismo e del terziario,
ammortizzatori sociali veri che ancora mancano nel caso di aziende
sotto i 50 dipendenti!"
Normalmente le aziende sotto i 50 dipendenti non possono ricorrere
alla cassa integrazione. Oggi però grazie ad accordi specifici a
livello nazionale e regionale è possibile applicare la CIGS in deroga.
Il problema è che la cassa integrazione in deroga viene decisa
appositamente di volta in volta, a seconda della disponibilità o meno
dei fondi.
Il provvedimento siglato a Vicenza porta ad aggiungere altre 90
giornate di sospensione individuale, remunerata dall’ INPS e integrata
dall’Ente bilaterale.
L'accordo prevede: l'integrazione al reddito dei lavoratori sospesi
con un contributo pari al 25% dell'indennità di disoccupazione (60%
della retribuzione persa); l'integrazione al reddito pari al 25% anche
per i lavoratori che operano in aziende che sono ricorse al contratto
di solidarietà; un sostegno al reddito a seguito di procedura di
licenziamento collettivo con un contributo una tantum di 200 euro.
Infine l'accordo stabilisce finalmente l’obbligo alla costituzione di
una banca dati -anagrafe dei lavoratori che versano contributi
all'ente bilaterale.